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Prot. n. 341/SG/CSA

Del  2 maggio  2025

A tutte le strutture CSA

Oggetto: Incontro all’ARAN in sede tecnica per le problematiche dei Piccoli Comuni.

Nella  giornata  del 30 aprile u.s. in sede ARAN si è svolta una riunione tecnica per focalizzare e valutare specifiche soluzioni per favorire e incentivare la contrattazione integrativa territoriale  e semplificare  i meccanismi legati alla contrattazione integrativa per gli enti di minori dimensioni.

Dalla  riunione però non è scaturito alcun documento, che resta comunque subordinato alla  volontà di tutte le parti nel sottoscrivere il CCNL 2022-2024.

Tuttavia, nello specifico, sono emersi punti di convergenza e richieste sindacali che l’ARAN si è riservata di valutare.

In particolare, l’Agenzia ha prospettato l’idea di incentivare, anche simbolicamente, con una quota minima, la possibilità che il CCNL  possa destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa territoriale e incentivare la contrattazione triennale per i piccoli enti, stanti le sistematiche criticità riscontrate nella mancata adozione da parte degli stessi degli atti costitutivi dei fondi annuali per la contrattazione decentrata.  I  dati ufficiali evidenziano che esistono ben 5.521 comuni sotto i 5.000 abitanti, ovvero il 69,92% del numero totale dei comuni.

Il  CSA, anche d’intesa con altre organizzazioni sindacali, ha rappresentato come proprio la debolezza  strutturale dei piccoli comuni  in termini di risorse umane dedicate alla gestione del personale, abbia pesantissime ricadute sulla corretta adozione degli atti che consentirebbero il pieno sviluppo della contrattazione collettiva integrativa, parte integrante ed essenziale del rapporto di lavoro. Appare francamente inammissibile che gli enti di ridotte dimensioni non siano, non possano  o non  riescano  a chiudere accordi annuali  sulla ripartizione,  con  congruo anticipo rispetto alla scadenza temporale dell’anno. Di conseguenza, si costringono poi  le OO.SS. firmatarie del CCNL  a frettolose  chiusure “a sanatoria” nei mesi di novembre o dicembre,  se non  addirittura nell’anno successivo.

Ciò peraltro mette a rischio anche una corretta gestione della parte variabile del fondo specie se legata ai sistemi di valutazione.

Per  il CSA la rivendicazione è sostanzialmente quella di definire un percorso differenziato per i piccoli  comuni, procedendo in primo luogo a una riscrittura e semplificazione delle tabelle costituenti i fondi (ex art.79 e 80 del CCNL), anche adottando, in allegato al CCNL, una tabella esplicativa di costituzione e utilizzo dei fondi stessi, e omologando  tale  modello per tutti gli Enti. 

Va  previsto  inoltre che la corretta adozione degli atti necessari per avviare la contrattazione integrativa, anche nella tempistica, diventino fattore permanente nel sistema di valutazione per i responsabili apicali.

Infine, si ritiene appropriato istituire un articolo dedicato alla contrattazione integrativa per i piccoli enti in cui la rilevanza della contrattazione integrativa triennale sia preminente sull’accordo annuale di ripartizione delle risorse, ricomprendendo anche la parte variabile del fondo. In tal modo l’accordo annuale sarebbe obbligatorio  solo se si verificheranno condizioni migliorative o peggiorative del fondo stesso, tali da eludere o modificare i contenuti del contratto collettivo integrativo. Ovviamente andranno assicurate le informative di costituzione definitiva dei fondi annuali complessivi, il loro  utilizzo, la rendicontazione di fine esercizio e la continuità dei pagamenti dei sistemi indennitari già contrattati.

Il CSA  ha poi  sollecitato, in attesa che si esca dallo stallo della trattativa politica sul rinnovo, anche un  tavolo di approfondimento per il settore tecnico e amministrativo, alla luce dei contenuti presentati nella nostra piattaforma.

L’Aran ha assicurato un prossimo incontro per il giorno 21 maggio, per valutare l’impatto delle sentenze della CGE  sulla corresponsione delle indennità durante i giorni di ferie.

Il Segretario Generale

Franco Garofalo