CSA Regioni Autonomie Locali

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Prot. com0022 del 27.03.2020

Napoli, 27.03.2020

Al Ministro dell’Interno Luciana LA MORGESE 

Al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Oggetto: IL GOVERNO ESCLUDE la POLIZIA LOCALE dal D.L. n. 19 del 25.03.2020.

*** Urgente

L’art. 4 del Decreto Legge m.19 del 25 marzo 2020 “misure e controlli” al punto 9 recita: “Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del Prefetto competente, per assicurare l’esecuzione delle misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.” Ebbene, ci chiediamo…

  • Dove Si Colloca La Polizia Municipale?
  • È stata esclusa dai controlli per il contenimento dell’epidemia?

Proprio la stessa polizia di prossimità che attualmente si trova ad ogni angolo della città, che conosce il territorio come le proprie tasche? Comprendiamo la foga di questi giorni che stanno devastando l’anima di tutti, ma non riusciamo a comprendere come, nonostante il continuo lavoro, sostegno e supporto che tutte le polizie locali stanno fornendo per il contenimento dell’epidemia a rischio e pericolo delle loro proprie vite, ancora adesso siamo invisibili a questo Governo. Tutto ciò in controtendenza con quanto statuito in merito al riconoscimento alla polizia locale dell’indennità di ordine pubblico. Ebbene, si resta esterrefatti che anche dove la necessità è unire, il governo riesca a dividere. La considerazione che il Governo ha della Professionalità della Polizia Locale è ben poca cosa ed è figlia del disinteresse sempre dimostrato in ambito contrattuale e legislativo. Fortunatamente, ciò che non riconosce il governo lo riconoscono i cittadini che tutti i giorni ci trovano a loro sostegno. Per distanziarli in una fila, chiedere il rispetto delle norme sulla mobilità, spiegargli quale tra gli ormai tanti modelli di autocertificazione usare o aiutare i più fragili e deboli (anziani soli, senza tetto, poveri, famiglie in difficoltà e nel nostro territorio è un dramma nel dramma). CHIEDIAMO, QUINDI, CHE SI PROVVEDA A MODIFICARE QUESTO “ORRORE” non perché ci sentiamo lesi: è leso il buon senso e la serietà che il momento richiede. Alla cittadinanza forse non interessa tutto ciò, poiché sa che non smetteremo mai di fare il nostro dovere: oggi più che mai. Naturalmente, il riconoscimento da parte dalle Istituzioni del lavoro fatto sul territorio, avrebbe dato maggiore forza interiore e dato un ulteriore senso ai sacrifici che si stanno compiendo.

È triste essere così visibili ai cittadini quanto invisibili al Governo.

Per La Segreteria

Roberta STELLA