CSA Regioni Autonomie Locali

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Prot. n. 322/SG/CSA

Del 22 aprile 2025

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

Sen. Paolo Zangrillo

e.p.c. Al Presidente del Consiglio

Giorgia Meloni

Al Presidente ARAN

Antonio Naddeo

Oggetto: Decreto PA – Superamento del tetto del salario accessorio — Nostra proposta integrativa

L’ emendamento approvato in Commissione, nel corso dell’ esame di conversione in legge del decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, C.d. Decreto PA, che consente l’aumento delle risorse accessorie per i dipendenti degli enti locali, in deroga al limite di cui all ‘articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, costituisce un apprezzabile passo avanti verso l’abbattimento della sperequazione retributiva tra il personale degli enti locali e quello delle altre PPAA, come da noi più volte evidenziato attraverso le note inviateLe nei mesi scorsi.

D’ altra parte, i vari vincoli posti all’applicazione della norma escludono dal beneficio un congruo numero di amministrazioni locali, in quanto si trovano in stato di dissesto e predissesto. Ma non è da escludere che tante altre, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole, non abbiano le risorse necessarie per procedere all’incremento del Fondo salario accessorio, nelle modalità previste dall’emendamento in oggetto, dato che non è prevista alcuna contribuzione supplementare da parte dello Stato.

Come Ella ben comprenderà, in tal modo si rischia di incrementare il divario fra gli enti cosiddetti “virtuosi” e quelli che non lo sono, penalizzando in particolar modo quelli del Sud, con la conseguenza di alimentare ulteriormente la fuga del personale verso amministrazioni più remunerative.

Inoltre, si evidenzia che la disposizione in oggetto esclude espressamente una parte significativa degli enti compresi nel comparto contrattuale delle Funzioni Locali, quali: Camere di Commercio, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Enti pubblici economici e altri organismo assimilati.

Tale esclusione, priva di giustificazione oggettiva e razionale, determina una violazione del principio di equità e parità di trattamento tra lavoratori soggetti alla medesima disciplina contrattuale collettiva, generando un differenziale ingiustificato nelle possibilità di valorizzazione del personale e nel riconoscimento del merito e delle responsabilità professionali.

Alla luce di tali considerazioni, ci permettiamo di rilanciare una proposta che avanzammo all’allora Ministro per gli affari europei, Sud, politiche di coesione e PNRR, Raffaele Fitto, circa un anno fa, incontrando da parte Sua un sostanziale interesse.

Nello specifico, si chiede di valutare la possibilità di stabilizzare il 5% del fondo per il salario accessorio per gli enti che partecipano al PNRR. Si tratterebbe di trasferire, in presenza di specifica rendicontazione, le risorse per la parte variabile fino al 2026, e una volta certificati i risultati assicurare il trasferimento definitivo di parte corrente dallo Stato alle Amministrazioni Locali che hanno contribuito alla riuscita dei progetti.

E’ una norma che avrebbe un grande impatto politico e sindacale, in termini di riconoscimento e opportunità per il personale degli Enti Locali, chiamato quotidianamente a svolgere incarichi di particolare complessità e rischi.

RigraziandoLa per l’attenzione che vorrà accordarci, rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Distinti ossequi.

Il Segretario Generale

Franco Garofalo